Nel frattempo, infatti, il funambolo si era messo all’opera: era uscito da una porticina e camminava sul cavo teso tra le due torri, per modo che ora si librava sopra il mercato e la folla
(F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra) |

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La lingua parlata e quella scritta presentano delle differenze sostanziali. Il discorso verbale si incentra su una visione “dinamica”, in itinere, è formato da “tratti soprasegmentali” come l’intonazione, la gestualità, il timbro, le pause, e tutto ciò che si lega alla sfera emotivo-espressiva. Il discorso scritto è formale e compatto, segue delle regole precise legate alla grammatica e alla sintassi; il testo, come sistema di segni, è un ordito di parole soggetto a delle norme. Il passaggio da quello che viene definito tecnicamente prototesto (testo di partenza) a un metatesto (testo d’arrivo) è un lavoro difficile, laddove la ri-formulazione presuppone l’adattamento a un diversi registro linguistico e a un diverso destinatario.
Il filo che lega le “due torri”, attraversato metaforicamente dal funambolo della parola, è la trasposizione di un discorso in un testo pertinente, caratterizzato da una comunicazione chiara ed efficace. |